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Il Congo (R.D.C.) è uno dei Paesi più ricchi di risorse naturali al mondo, sia forestali sia minerarie.
Le foreste coprono il 48% della superficie del Paese. Il resto del Paese è coperto da splendide savane erbose e arborescenti.
La fauna che popola queste sconfinate foreste e savane è un inno alla biodiversità.
Le foreste congolesi sono ancora intatte poichè scarsamente sfruttate, a differenza di quanto è avvenuto in molti Paesi africani.
La foresta congolese è molto eterogenea: vi si trovano circa trecento specie legnose, parte delle quali di interesse economico, quali l'Afrormosia, il Wenge, il Paduk, il Guarea, molti Mogani ( Sapelli, Sipo, Tiama, Khaya, Kosipo), il Tola, il Limba.
L'attività forestale è svolta sotto il controllo delle Autorità dello Stato, e consente di non depauperare il patrimonio forestale della R.D.C.
Il clima caldo umido, la morfologia del paese, l'orografia ricca e capillare, sono condizioni molto favorevoli per lo sviluppo dell'agricoltura e delle attività zootecniche.
Nel periodo coloniale e nei primi anni dell'Indipendenza erano presenti imprese agricole straniere impegnate nella produzione destinata alla esportazione, in particolare di caffè, gomma greggia, cotone, olio, e semi di palma, banane, e, in misura minore, di cacao e thè.
Attualmente l'attività agricola si limita alle colture indigene, circoscritta alle piante alimentari.
Le risorse minerarie, presenti in quantità immensa, uguagliate solo da quelle presenti nel Bacino Amazzonico, sono attualmente poco sfruttate, e rimangono una riserva di ricchezza colossale per il Paese.
Negli anni '70 l'industria mineraria congolese forniva al mercato mondiale il 61% del cobalto, il 50 % dei diamanti, il 20 % del germanio, il 7 % del rame, e il 5 % dello stagno. Zinco, cadmio, argento, oro, berillio, manganese , uranio, tungsteno, radium, carbone, sono anch'essi presenti  in quantità più che rilevanti.
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